Tasse ed Evasione Fiscale La tassa si diversifica dall'imposta in quanto applicata secondo il principio della controprestazione (è legata ad una prestazione di un servizio da parte di un ente pubblico). Nel diritto anglosassone non si distinguono tasse e imposte, perché in base a questo principio le imposte sono considerate illegittime.
Le differenze di tassazione consentono dunque a società multinazionali di trasferire voci contabili nei bilanci delle collegate nazionali. L'evasione fiscale riguarda, è bene sottolinearlo, le tasse piuttosto che le imposte, per le quali è sufficiente un'anagrafica delle persone fisiche e giuridiche per un prelievo degli importi dovuti (uno schema di aliquota unica si sfida con la motivazione di progressività della tassazione).
Il debito pubblico deriva dalla differenza di entrate e uscite. Rispetto al prelievo diretto, il finanziamento della spesa pubblica con l'emissione di nuovi debiti, ha un costo più grande (legato agli interessi da ripagare i titoli di Stato). La tassa può essere per questo congiunta anche ad un provvedimento amministrativo.
E’ importante chiarire come l'indicatore della pressione fiscale non consideri la tassa da inflazione (essendo pari al rapporto fra le entrate e il PIL). Non esiste un limite massimo all'aliquota per il prelievo fiscale ma solamente quello definito di volta in volta dalle normative fiscali. I redditi da lavoro dipendente sono soggetti per legge alla trattenuta alla fonte, e dunque non possono evadere le tasse.
In Italia contribuisce al fenomeno il grande numero di aziende che ancora non hanno inquadrato il sistema informativo e il sistema contabile tra loro (e con i soggetti esterni). Altre modalità diffuse di evasione sono:
• la fuga di capitali in Paesi dove la tassazione è più favorevole • il deposito in cassette di sicurezza, anonime • l'intestazione dei beni a società anonime
Nella nozione di evasione fiscale rientrano tutti quei metodi volti a ridurre o eliminare il prelievo fiscale. Nell'ordinamento tributario italiano non esiste una esplicitazione giuridica generale di reddito. Se reddito è precisabile come ciò che la legge qualifica come reddito l'evasione può essere definita come violazione di una norma positiva che individua o delimita o sottopone a condizione una fattispecie impositiva.
Nell'elusione fiscale il contribuente non viola alcuna norma positiva, realizzando un comportamento corretto e permesso dall'ordinamento. In Italia esiste una norma antielusiva secondo la quale sono inopponibili all'amministrazione finanziaria gli atti che siano privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare norme tributarie e volti ad ottenere una riduzione del carico fiscale altrimenti indebita.
L'elusione è, quindi, un fenomeno che deve contenere le tre componenti previste dalla norma:
• l'assenza di valide ragioni economiche • l'aggiramento di obblighi previsti dall'ordinamento • il conseguimento di un risparmio fiscale disapprovato dal sistema
Al verificarsi di tali condizioni, l'Amministrazione finanziaria può sconfessare l'effetto fiscale riveniente da queste operazioni e riedificare l'impatto impositivo dell'operazione non elusiva. L'operazione riqualificata fiscalmente conserva, però, la sua valenza sul piano civilistico.
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