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Otto per mille

L’otto per mille è il meccanismo attraverso il quale lo Stato italiano eroga l'8% del gettito fiscale IRPEF allo Stato, alla Chiesa cattolica o ad altre confessioni religiose. Il resoconto tra lo Stato italiano e le differenti confessioni religiose può essere fatto risalire allo Statuto Albertino del 1848. Con i Patti Lateranensi del 1929 lo Stato italiano si obbligava invece a pagare una retribuzione al clero cattolico tramite il meccanismo della Congrua.

Nel 1946 la Costituzione repubblicana introduce l'uguaglianza degli individui, a prescindere anche dalla religione, con il conseguente annullamento de facto della religione di stato in Italia. Con la firma del nuovo concordato del febbraio 1984 si stabilì dunque che il sostegno dello Stato alla Chiesa dovesse avere luogo nel quadro della attribuzione di una frazione del gettito totale IRPEF (l'otto per mille) da parte dello Stato alla Chiesa cattolica.

Negli anni successivi lo Stato Italiano ha sottoscritto intese analoghe anche con le altre confessioni. Per le sue caratteristiche il meccanismo dell'otto per mille presenta delle peculiarità. Il gettito aumenta:

• se il PIL aumenta
• se le esigenze dello Stato aumentano

Un altro punto importante è se il sistema si configuri dal punto di vista giuridico come una sorta di voto su un’imposta. Il fatto che i cittadini non possano pronunciare direttamente su una imposta è un fatto ampiamente acquisito nella civiltà giuridica dei paesi occidentali.

Ogni cittadino che presenta la comunicazione dei redditi può scegliere la destinazione dell'8% del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Avventisti, Assemblee di Dio, Valdesi, Luterani, Ebrei. La scelta si compie mettendo la propria firma sul modello in corrispondenza dell'istituzione prescelta. La scelta espressa con la firma non decide la destinazione della propria quota di gettito fiscale, ma quella di una quota media uguale per tutti i cittadini.

Anche l'otto per mille dell'IRPEF di chi non firma viene comunque redistribuito tra cinque dei sette enti contendenti, secondo le percentuali calcolate in base a chi ha espresso una scelta. Ogni anno tutte le confessioni prendono i finanziamenti relativi al documento dei redditi di tre anni prima. Infine, la legge prevede che la percentuale dell'IRPEF non sia fissa all'otto per mille, ma possa essere modificata ogni tre anni da una commissione paritetica.

Con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Le quote delle chiese sono utilizzate per:

• interventi assistenziali
• interventi sociali
• finalità religiose
• sostentamento del clero
• tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia

Il Ministero delle Finanze comunica le statistiche sulle scelte dei contribuenti alle sole confessioni religiose. Ha tre anni di tempo sia per fornire i dati che per spostare gli importi. Di conseguenza le chiese non possono somministrare dati recenti nè sugli introiti nè sulle modalità di spesa.

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