Norme sulla Sicurezza Il 626 è solo il primo dei decreti legislativi attuativi delle direttive comunitarie in materia di igiene e sicurezza sul lavoro. Il D. l.vo n. 493/96 riguarda le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, il D. l.vo n. 494/96 sottolinea l’importanza della sicurezza nei cantieri temporanei.
Nel 2001 l'Inail ha orientato un nuovo sistema di incentivi per la difesa degli infortuni e la sicurezza sul lavoro. Le aziende realizzeranno interventi a sostegno dei programmi di adattamento delle strutture e dell'organizzazione alle normative di sicurezza e igiene delle piccole e medie imprese.
Tra i fattori di rischio segnaliamo le mancanze da parte delle aziende rispetto alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza, la distrazione dei lavoratori, la perdita di concentrazione e la tendenza ad evitare dispositivi di protezione.
Il fenomeno infortunistico è legato alle trasformazioni nel mercato del lavoro. Si affermano dunque nuove patologie tra le quali malattie del sistema muscolo scheletrico e patologie associate a stress. In Italia i lavoratori esposti a sostanze cancerogene sono pari al 24% degli occupati.
E’ stata a questo proposito redatta la legge 626/1994. Sono stati inseriti i principi di scambio e trasformazione di sostanze cancerogene alla cui attuazione deve badare il datore di lavoro. Per quanto riguarda in particolare i lavoratori esposti a rischio amianto, il decreto 257/06 introduce novità come l'obbligo del datore di lavoro di adottare ogni misura per individuare la presenza di materiali a rischio e di effettuare la notifica all'Asl.
La legge italiana per la vigilanza delle lavoratrici madri è stata mutata con il decreto che ha dato attuazione ad una direttiva dell'Unione Europea in materia. Il decreto contiene integrazioni alla legge italiana. Viene inserito l'elenco delle attività insalubri per le lavoratrici e viene loro riconosciuta la possibilità di assentarsi dal lavoro per effettuare esami prenatali.
La legge prevede l'obbligo di informare la lavoratrice dei rischi connessi allo svolgimento dell'attività lavorativa. Dispone dunque che il datore di lavoro debba eseguire le modifiche temporanee per evitare che la gestante sia esposta a rischi.
Nel momento in cui non sia possibile effettuare alcuna modifica nell'organizzazione il datore di lavoro deve conferire la lavoratrice ad altre mansioni. Una altra novità riguarda il fatto che, mentre prima era l'ispettorato del lavoro a ordinare l'astensione anticipata, ora è lo stesso datore di lavoro che può farlo.
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