Matrimonio omosessuale
Sempre più Paesi autorizzano i gay a contrarre matrimonio o
meno col proprio partner. Ciò ha originato qualche contraccolpo, soprattutto
negli Stati Uniti. A livello nazionale, in USA è in vigore dal '96 il Defense
of Marriage Act che ha creato una definizione federale del matrimonio, oltre a
permettere ad ogni Stato di non riconoscere i matrimonio di persone dello
stesso sesso celebrati altrove. Al momento, un solo Stato U.S.A. riconosce ai
gay la possibilità di contrarre matrimonio col proprio partner: il
Massachusetts.
Ricordiamo che il matrimonio omosessuale è l'unione di due
individui dello stesso sesso, che si impegnano a una completa comunione di vita nel rispetto
dei reciproci diritti e doveri. L’espressione determina un regolare matrimonio,
sia esso di tipo civile o religioso.
L'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso è
in tutto il mondo una delle principali richieste della militanza omosessuale. Già
nel 1975 due cronisti del settimanale "Il Borghese" si unirono in
false nozze gay per fare conoscere la pratica privata da parte di don Marco
Bisceglia, successivamente fondatore di Arcigay.
Tra i primi tentativi pubblici è annoverato, quello del 2
settembre 1976 a Roma, nella sede di un piccolo gruppo di militanti gay, l'Mpo.
Particolare rilievo ha per la realtà italiana, la posizione della Chiesa
cattolica, in virtù della dichiarata opposizione di questa confessione
religiosa non solo al matrimonio omosessuale, ma a qualsiasi tipo di
riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.
A differenza delle chiese cristiane nordeuropee la chiesa
cattolica non solo è indipendente e sovrana, ma ha una tradizione d'intervento
diretto nelle vicende politiche dei paesi cattolici. In Italia si è resa
protagonista di numerosi interventi nella politica e nelle scelte dei partiti
italiani in materia di Unioni civili in genere.
Il rifiuto della Chiesa cattolica è motivato affermando che
l'antropologia cristiana considera conforme alla volontà di Dio solo la
tendenza sessuale eterosessuale. La Chiesa cattolica afferma che il
riconoscimento civile del matrimonio eterosessuale sarebbe giustificato dal
fatto che esso sarebbe un apporto rilevante per la società.
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