Assicurazione per i Lavoratori Domestici I lavoratori domestici hanno diritto alle indennità relative all’assicurazione per malattie professionali (una parte dei contributi versati all’Inps riguarda anche l'assicurazione Inail). In caso di infortunio sul lavoro, alla colf spettano le seguenti prestazioni:
• un'indennità giornaliera per l'inabilità temporanea • una rendita per l'inabilità permanente • una rendita ai superstiti ed un assegno in un’unica rata, in caso di morte
L'importo di queste indennità è attribuito in base alla classe di contribuzione oraria sulla quale sono versati i contributi Inps (alla lavoratrice infortunata spettano poi le cure mediche e chirurgiche). Nel momento in cui la prognosi dell'infortunio sia stabilita per meno di quattro giorni il datore di lavoro deve corrispondere alla colf la retribuzione pattuita, compresa l'eventuale indennità di vitto e alloggio.
E’ obbligatorio dunque assicurare le colf presso l’Inps, per poter garantire loro la pensione, l’indennità di maternità, gli assegni familiari e le rendite da malattie professionali e infortunio. Il datore di lavoro dovrà denunciare l'assunzione sul modello LD 09.
L’Istituto poi invierà al domicilio del datore di lavoro i bollettini di conto corrente da utilizzare per il versamento dei contributi. L'obbligo assicurativo è previsto anche se la colf risulta già assicurata presso un altro datore di lavoro o per un'altra attività.
Nel determinare lo stipendio orario della colf si deve aggiungere la quota relativa alla tredicesima mentre per individuare la retribuzione su cui versare i contributi vanno aggiunti allo stipendio anche i valori di questi benefici. I contributi, che si versano ogni trimestre, sono dovuti nella stessa misura per tutti i lavoratori domestici (comunitari ed extracomunitari). E’ importante ricordare che l'Inps registra tanti contributi settimanali quante sono le settimane retribuite mentre per la copertura pensionistica, la colf deve lavorare almeno 24 ore alla settimana.
Al momento dell'assunzione la colf deve esibire al datore di lavoro il proprio libretto di lavoro, la tessera sanitaria aggiornata, il proprio stato di famiglia, il codice fiscale, il proprio documento di identità e l'eventuale numero di iscrizione all'Inps.
Se la colf vive con la famiglia presso cui lavora, il datore di lavoro deve poi notificare il fatto all'Anagrafe comunale entro 20 giorni (se la lavoratrice è straniera, il datore di lavoro dovrà presentare anche il suo permesso di soggiorno).
Il contratto con la lavoratrice domestica dovrà contenere la data di inizio del rapporto di lavoro, l'eventuale data di cessazione, la categoria in cui viene assunta la lavoratrice, la durata del periodo di prova, l'orario in cui si articola la prestazione di lavoro, il giorno del riposo settimanale e le condizioni del vitto e dell'alloggio.
Le colf possono instaurare con il datore di lavoro tre tipi di contratto: • Colf a servizio intero • Colf a mezzo servizio • Colf ad ore
Sottolineiamo infine che le categorie dei lavoratori domestici includono non solo le colf, ma anche tutti quei lavoratori che prestano a qualsiasi titolo la loro opera per il funzionamento della vita familiare. Il contratto nazionale di lavoro vigente prevede quattro categorie:
• categoria super- domestici dotati, oltre che di un diploma o di un attestato con valore legale, di una professionalità ben specifica • categoria- dame di compagnia, capi cuoco, chef, infermieri diplomati che adempiono a mansioni di specifica ed elevata competenza professionale • categoria- balie e bambinaie, autisti, guardarobiere • categoria- colf che svolgono lavori prettamente manuali o di fatica
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